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DUE PERLE
PREZIOSE A SAN CARLINO
Beata Elisabetta Canori Mora (Roma
1774 + ivi 1825)
Beata Anna Maria Giannetti Taigi
(Siena 1769 + Roma 1837)
Il 24 maggio 1814, il Papa Pio
VII ritorna a Roma dall'esilio.
Elisabetta e Anna Maria vivono quella
giornata storica in preghiera
ringraziando la Santissima Trinità:
"Sette ore continue passai in
orazioni" -scrive Elisabetta.
In una Roma sconvolta dalla violenza
delle armi e dalla tirannide dei
soldati napoleonici che spodestano
vescovi e cardinali, confiscano i
loro beni e costringono il Sommo
Pontefice Pio VII ad emettere una
bolla
di scomunica contro gli invasori che
hanno piantato le loro artiglierie
dinanzi al portone del Quirinale, sede
in quel tempo del Papato, due
donne eroiche, diverse per estrazione
sociale ma entrambe amanti di un
Dio misericordioso e ricche di una
fede immensa, perseguono la via della
perfezione attraverso la preghiera e
la sofferenza, come mezzo di
redenzione e di purificazione dei
peccati, ed offrono la preghiera, la
sofferenza e la vita, per la
liberazione della città eterna, per
il
ritorno del Papa che con l'inganno è
catturato ed esiliato in Francia,
per la Chiesa, per il Clero, per il
prossimo vicino e lontano, per la
salvezza dell'umanità.
Elisabetta Canori Mora nasce in una
famiglia benestante, sposa un
avvocato ed è madre di quattro
figlie. Sotto la direzione spirituale
di
Padre Ferdinando, trinitario in San
Carlino, si ascrive fra le terziarie
dell'Ordine della Santissima Trinità
e ne osserva la regola con
regolarità, nel suo stato di sposa e
di madre e fa della sua vita un
dono che ha donato. Vive in profonda
comunione con Dio; con un continuo
amoroso dialogo gli chiede
direttamente cosa deve fare quando si
trova
in difficoltà e da Lui ha
rivelazioni, suggerimenti e consigli.
Il suo grado di confidenza con la
Santissima Trinità arriva ad essere
così intimo ed intenso che questa le
comunica tre maggiori gradi delle
virtù, per cui è elevata a conoscere
in modo speciale il fine della
creazione e il mistero della Triade
sotto il simbolo di immensa luce,
distinta in tre globi di bellezza
impareggiabile, sperimentando il suo
cuore l'acceso effetto di amore,
gratitudine, venerazione ed
annientamento in se stessa, e di più
le opere della potenza, sapienza e
bontà di Dio.
Anima sempre con perseveranza le
persone che si rivolgono a lei a
tenersi ferme nella speranza in Dio
tanto misericordioso, ed a diffidare
solo della propria debolezza e
miseria; con questa speranza richiama
e
converte i traviati e molte anime
dalla via di perdizione e dalla
pusillanimità e le riconduce nel
giusto e retto sentiero.
Elisabetta, per obbedienza, fa una
relazione scritta a Padre Ferdinando
di ciò che avviene al suo spirito e
gli scritti raccolti in un Diario
sono pubblicati nel 1996 dalla
Libreria Editrice Vaticana, che
quest'anno ha pubblicato la Biografia
scritta dalla figlia minore Maria
Lucina, depositaria insieme a Padre
Ferdinando, delle straordinarie
esperienze mistiche della madre.
Le due opere di alto spessore
spirituale, possono essere acquistate
presso la Libreria Editrice Vaticana e
presso San Carlino, Via del
Quirinale, 23, tel. 064883261; l'utile
sarà devoluto in beneficenza.
Anna Maria Giannetti Taigi, appartiene
ad una famiglia di buone
tradizioni religiose che è ridotta in
miseria per i pessimi investimenti
del padre il quale è costretto a
lasciare la sua città e trasferirsi
con
la moglie e l'unica figlia a Roma,
dove Anna Maria, giovanissima, sposa
un servitore ed è madre di sette
figli.
Subito dopo il matrimonio, si offre
completamente a Dio rispondendo
prontamente e gioiosamente alla sua
chiamata e, con il permesso del
marito, si spoglia di tutte le vanità,
si riveste di un abito grossolano
e conduce una vita austera, intessuta
di rigidezze e penitenze.
Per la devozione che nutre per il
mistero della Santissima Trinità,
fondamento della nostra fede, si
ascrive fra le terziarie del detto
Ordine, sotto la guida di Padre
Ferdinando, il quale per una speciale
provvidenza divina è stato anche il
suo direttore spirituale.
La vita di Anna Maria è ricca di
fatti straordinari che si ricollegano
tutti al sole misterioso che per circa
quarantasette anni è per lei una
sorgente continua di cognizioni
riguardanti la vita presente e futura.
Testimonia Don Raffaele Natali
confidente di Anna Maria e testimone
oculare di numerosi fatti straordinari
che vive ospite in casa della
Beata per circa venti anni: "Il
sole le apparve in camera la prima
volta
mentre si faceva la disciplina, era di
una luce fosca ed appannata; ed a
misura che essa progrediva nelle virtù,
diveniva più chiaro e luminoso,
ed in poco tempo divenne più lucido
di sette soli riuniti assieme. Era
al suo sguardo della grandezza del
nostro sole. Sorpresa Anna Maria da
un sacro terrore e da tal novità, ne
domandò al Signore il significato,
e sentì rispondere, che era uno
specchio, in cui avrebbe visto il bene
ed il male".
Anna Maria, modesta popolana, per le
sue non comuni virtù ha contatti
con persone importanti, come
cardinali, vescovi, regine,
principesse,
ambasciatori e generali, ai quali
elargisce consigli e massime salutari.
La sua umiltà e riservatezza le fanno
rifiutare la casa che le offre la
regina d'Etruria Maria Luisa, dopo che
questa è guarita per
l'intercessione delle sue preghiere.
Nell'archivio di San Carlino si
trovano alcuni volumi che Don Raffaele
Natali ha scritto, parte durante la
permanenza in casa della Beata e
parte dopo la sua morte; si tratta di
documenti molto interessanti che i
Padri Trinitari stanno facendo
trascrivere a Giovanna Cossu Merendino
(del laicato trinitario) affinchè la
figura e l'opera di questa
straordinaria donna sia maggiormente
conosciuta e divulgata e possa
essere di guida e di esempio per le
madri di buona volontà.
Le Beate Anna Maria ed Elisabetta sono
due perle preziose che
appartengono al novero di quei santi
privilegiati che amarono soffrire
perché nella sofferenza videro i
bagliori della luce che avrebbe
dischiuso le porte di un Amore più
grande, a lode e gloria della
Santissima Trinità.
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