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I CRITERI DELLA REGOLA
TRINITARIA GUIDANO L’IDEAZIONE DEL
CAPOLAVORO DI FRANCESCO BORROMINI: SAN
CARLINO ALLE QUATTRO FONTANE (17
dicembre 2002)
.Dio mi si manifestò sotto
la figura di una immensa luce. Era
questa luce
immensa figurata in tre globi di una
bellezza senza pari;
in questa immensa luce la povera anima
mia conosceva, per
quanto ne è capace, l'infinita
essenza di Dio, uno e trino.
(Dal Diario della Beata Elisabetta
Canori Mora, p. 292)
Il 17 dicembre 1198 Papa Innocenzo III,
approva la Regola Trinitaria; i Sommi
Pontefici l'hanno sancita nel corso di
più di otto secoli da quel momento
memorabile: "Sono lieto di
incontrarmi con voi in una circostanza
significativa come questa" -
afferma recentemente Giovanni Paolo II
- "Voi celebrate l'VIII
centenario di fondazione dell'Ordine
della Santissima Trinità".
E in tale occasione incoraggia la
Famiglia Trinitaria (religiosi,
religiose e laici) a continuare, nel
terzo millennio, sulla scia
dell'eroica testimonianza dei santi e
dei martiri trinitari che con la loro
vita hanno testimoniato lo spirito
della Regola del Fondatore
dell'Ordine, San Giovanni de Matha.
Oggi 17 dicembre, celebriamo la festa
di San Giovanni de Matha che, illustre
professore alla Sorbona di Parigi,
chiamato dal Signore, scende dalla
cattedra e lascia tutto per votarsi ad
una causa controcorrente: la
redenzione degli schiavi cristiani e
musulmani.
Una causa che comportava solo amore
per tutti, senza distinzione: in Gesù,
il Redentore, non c'è più muro di
separazione; tutti siamo uno in
Cristo.
Giovanni de Matha, si dedica a lenire
le ferite nel corpo dell'umanità
sofferente, degli schiavi, bottino di
guerra o delle razzie; un uomo,
Giovanni de Matha, infiammato dal
'divino Spirito', come scrive
Innocenzo III al re del Marocco. Lui
guardando Gesù percepisce che Dio
ascolta il grido degli oppressi e lo
sente presente in loro, e dedicherà
tutta la vita a promuovere questa
causa umanitaria, piena di spiritualità
evangelica.
Papa Innocenzo III lo sostiene e gli
concede 10 Bolle Pontificie speciali
per facilitare l'opera della
redenzione. Lo vediamo caricando navi
di musulmani in mano ai cristiani e
portarli alle loro terre scambiandoli
per schiavi cristiani in mano ai
musulmani, e molti eroici redentori
scelsero di restare al posto degli
schiavi più poveri e disperati.
Una testimonianza che accende ancora
oggi i cuori di desiderio di donare la
propria vita alla sequela di Cristo
Gesù, il Redentore.
La Regola Trinitaria concessa dal Papa
Innocenzo III nel 1198 porta come
titolo: In Nomine Sancte et Individue
Trinitatis e nel primo capitolo San
Giovanni de Matha indica la via da
seguire: Seguire Cristo Gesù per la
via dei consigli evangelici come
fratelli della Casa della Trinità.
Fratres domus Sancte Trinitatis sub
obedientia prelati domus sue, qui
minister vocabitur, in castitate et
sine proprio vivant. "Tra tutti i
religiosi Dio ci ha scelti per essere
vasi di elezione per portare per il
mondo il nome della Santissima Trinità"
(San Giovanni Battista della
Concezione).
Leggendo la Regola Trinitaria,
geniale nella semplicità e la
simbologia, uno percepisce subito una
presenza misteriosa della Trinità:
tre voti (obbedienza, castità e
povertà), divisione di tutti i beni
in tre parti, il nome dei
fratelli, dell'Ordine, case,
chiese, ospedali, le richieste di
perdono, i digiuni, feste da
celebrare, perfino nelle cose che si
mangiano, ecc. Tutto appartiene alla
Trinità, anche gli schiavi, i poveri,
gli ammalati e i pellegrini. La Regola
nella sua struttura, composizione e
nelle espressioni non fa che
manifestare la fede in Dio Uno e
Trino. Intessuta di Sacra Scrittura,
ma sempre una vera Regola di vita.
Il tutto si risolve in una sublime
armonia fraterna e solidaria.
Sarà questo spirito a guidare il
cuore dell'architetto Francesco
Borromini nella fabbrica del San
Carlino. Lo ricorda anche la geometria
del Piano con alla base dei triangoli
equilateri, simboli della Trinità,
con la divisione in tre parti, una
musicalità ternaria che si percepisce
dappertutto, in modo tutto speciale
nella maestosa cupola che gira attorno
a tre simboli con al centro la croce
trinitaria. Tutto suggerisce che il
Borromini ha voluto scrivere la Regola
Trinitaria con la povera terra.
Leggere l'architettura di San Carlino
è come leggere la Regola Antica
dell'Ordine, del 1198.
L'opera architettonica cerca di
coinvolgere i Trinitari e il Popolo di
Dio nella stessa avventura, a favore
degli schiavi e degli oppressi,
nel nome e a gloria della Santa Trinità.
"O Dio Padre, che hai colmato San
Giovanni de Matha della misericordia
redentrice del tuo Figlio e dell'amore
ardente del Divino Spirito, fa che
diveniamo veri adoratori della Trinità".
(Preghiera del Santo) |
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