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Beatificazione
della Beata Elisabetta Canori Mora
Il Papa Giovanni Paolo II ebbe a iscrivere Elisabetta
Canori Mora nell’alveo dei beati il 24
aprile 1994 —assieme ad altri due laici,
Isidore Bakanja e Gianna Beretta Molla—, nel
contesto dell’Anno Internazionale della
Famiglia, additandola alla Chiesa come esempio
luminoso per le coppie e le famiglie.
Nell’omelia di beatificazione disse tra
l’altro: «Elisabetta in mezzo a non poche
difficoltà coniugali dimostrò una totale
fedeltà all’impegno assunto col il
sacramento del matrimonio e alle responsabilità
da esso derivanti. Costante nella preghiera e
nell’eroica dedizione alla famiglia, seppe
educare cristianamente le figlie ed ottenne la
conversione del marito. Additandola come
modello di cristiana perfezione, desideriamo rendere omaggio a tutte le madri coraggiose, che si
dedicano senza riserve alla propria famiglia,
che soffrono nel dare alla luce i propri
figli, e sono poi pronte ad intraprendere ogni
fatica, ad affrontare ogni sacrificio, per
trasmettere loro quanto di meglio esse
custodiscono in sé».
Nell’esortazione rivolta ai diocesani dal Card.
Vicario Camillo Ruini alla vigilia della
beatificazione, tra l’altro si legge: «Il
messaggio e la testimonianza di Elisabetta
Canori Mora devono illuminare e sostenere i
focolari domestici, i matrimoni e le famiglie
di oggi, bisognose di modelli vivi di un amore
fedele e oblativo, liberante e salvifico fino
all’eroismo.[...] Invito i sacerdoti e i
fedeli della nostra Diocesi, in particolare le
famiglie, ad impegnarsi... per la divulgazione
di questa figura così attuale».
Le spoglie della Beata si venerano nella cappella Barberini della nostra chiesa di San Carlo alle Quattro Fontane. La
sua festa liturgica ricorre il 4 febbraio.
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